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La mia Mezza maratona di San Miniato (PI)

18-09-2011 11:07 - Correre in Toscana e Circuiti
Stamani, domenica 18 settembre, ho corso la mezza maratona di San Miniato.

La corsa era inserita nel mio programma di preparazione della maratona di Firenze ma non come mezza, come progressivo di 24 km.

L´idea che mi ero fatto era di correre 3 km prima della gara come riscaldamento a ritmo lento, poi fare 10 km a 5´40"/km, 5 km a 5´20"/km e gli ultimi 6 a 5´10"/km.

Non è andata esattamente così.

Intanto sono partito per il riscaldamento in ritardo perché quando sono andato a ritirare il pettorale mi hanno detto che c´era da pagare anche la cauzione per il chip ed io, che avevo i soldi contati, sono dovuto tornare all´auto per prendere i 5 euro mancanti. Al ritorno la fila era cresciuta in modo notevole e così ho perso tempo. Quel tempo però è stato utile per poter incontrare la Fusa. Lei, che non ha più un Garmin funzionante, correva con l´iPhone, mi si era scordata le cuffie. "Io le ho in macchina", così siamo andati alla mia auto per prendere le sue/mie cuffie. Cominciamo a scaldarci, mancano 15 minuti alla partenza. Dopo pochi minuti io mi accorgo di essermi dimenticato di indossare le lenti a contatto, Sapete dove le ho? Si, le ho in macchina. Quindi decido di tornare lì pre prenderle. Mentre vado sento il suono di uno sparo. Xaxzx! sono già partiti? Ma mancano ancora 5 minuti alle 9. Non mi metto le lenti e corro per andare alla partenza. Scopro che il primo sparo era quello per le handbike. Poi ce ne sarà un altro, per i pattinatori, infine puntualissimo quello per i podisti! Sono in fondo al gruppo, proprio l´ultimo ultimo del gruppo. Scopro così che davanti a me non ho i podisti che partecipano alla mezza maratona competitiva, ma i non competitivi, che dopo lo sparo hanno cominciato la loro camminata mano nella mano, occupando, giustamente, tutta la sede stradale. Man mano che cerco di avanzare, il muro si infittisce, anche perché dai lati della strada si inseriscono i tapascioni che hanno guardato la partenza di quelli bravi ed ora affronteranno il loro percorso al ritmo della passeggiata.

Insomma parto più indietro delle palle del cane, ma tanto il programma era di fare i primi 10 km a 5´40"...

L´amico Mauro mi scorge e mi dice "ma che ci fa qui un competitivo?" Ora lasciamo perdere il fatto che partecipare come competitivo non è sinonimo di essere un atleta di vertice (di vertice forse lo potevo anche cancellare, potevo dire sinonimo di atleta, e già tutti avrebbero riso associando la parola atleta a me, ma tant´è...), ma la frase corretta avrebbe dovuto essere "comincia a correre perché se no arrivi dopo i fo´i" dove i fo´i sarebbero i fuochi d´artificio che, come da tradizione, vengono sparati alla fine della festa ed arrivare dopo vorrebbe dire perdersi completamente la festa. OK Mauro, provo a correre.

Fatto sta che mi ci vogliono 3 km per raggiungere i palloncini delle 2 ore. Guardo il GPS: la media è 5´20"/km. 20" più veloce del voluto. Però quelli che sono accanto a me sono tutti podisti un po´ così: sapete quando l´orgoglio vi fa un tarlo nella testa e vi dice non vorrai mica andare più piano di questo tizio qui che c´ha una pancia che nemmeno Giuliano Ferrara? oppure ma la corsa non ha fatto niente per diminuire il culo di ´sta tizia? Brutti pensieri, di cui mi pento e che fanno di me una brutta persona...

Al nono chilometro raggiungo e supero i palloncini dell´1 e 55. Dopo poco raggiungo Fusa. Sta andando bene. Rimango pochi metri con lei ma il mio passo è più veloce, rischio di imballarmi. Sapete, è una bella sensazione quella di partire relativamente piano ed aumentare gradualmente. Si perché tu cominci a superare delle persone e mentre li superi ascolti il loro respiro: affannoso, pesante, rumoroso. Ed insieme ascolti il tuo: lieve, senza fatica, al ritmo dei tuoi pensieri. È una bella sensazione. Ed il fatto di superare così tante persone ti mette addosso anche una strana contentezza, quella di star facendo un buono lavoro, quella che ti fa pensare di aver scelto la strategia giusta, mica come due settimane fa quando sei partito subito forte eppoi al 15° km sei scoppiato. Ed infatti questa volta al 15° km raggiungo i palloncini dell´ora e 50. Siamo in un punto stretto del percorso, dove il serpente degli atleti deve stare dentro una striscia di asfalto rubata alla sede stradale della statale che collega Pisa con Firenze, la ToscoRomagnola. Enrica, una delle pacer, si accorge di me e si fa da parte non voglio fare mica da tappo... Grazie Enrica, non ti conosco ma mi stai proprio simpatica.

Guardo il Garmin, che fino ad ora non ha mai smesso di bippare per avvertirmi che sto andando più forte del preventivato. Ehi Gar, lo so che mi stai aiutando, ma non posso darti retta ora. Oggi vado bene, e fino a che ne ho, continuo ad andare. Ho risparmiato prima ed adesso posso dare ancora.

Sto costantemente sotto i 5´00"/km, perdo qualche secondo per bere intorno al rifornimento dei 18, ma è caldo e un po´ d´acqua ci vuole. Continuo a correre e continuo a superare colleghi. Mi viene in mente che ho detto a Simone che avrei voluto correrla in 1h48´ e se l´avessi fatto lui ha promesso che sarebbe venuto a Pisa per la Mezza. Mi ricordo anche che lui in realtà si è già iscritto. Chissà, avrà avuto fiducia? Ha cercato di darmi uno stimolo? Non ho un riferimento preciso per il tempo, perché il Garmin segna anche i poco più di 2 km che ho corso nel riscaldamento. A quanto tempo l´ho fermato alla fine del riscaldamento? Non me lo ricordo. Va bè, andiamo comunque.

Manca un chilometro, dalle finestre delle case vicine arrivano gli odori dei soffritti, del ragù e di sicuro di un coniglio alla cacciatora con le olive. No, gli unti non li richiedo a questo punto della fatica. Forse meglio accelerare. Ma è una parola. Sembra facile. A 200 m dal traguardo sento il Garmin dire che secondo lui i 21 km sono finiti. Si sa, questi aggeggi sono un po´ approssimativi, ma 200 m su 21 km sono un errore dell´1%. Ci può stare. Allora allungo. Sento lo speaker che annuncia la resa dei conti finali i podisti sono amici fino a 100 metri dall´arrivo, poi scattano per battersi. Figuriamoci, io di questi tizi accanto a me non sono nemmeno amico. E scatto. Si, scatto. Scatto!

Tempo finale real time 1h46´55"!

Ah, che soddisfazione.



Fonte: Valter Ballantini

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