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Marketing calcio Francia: tra sport ed eleganza, il rinnovamento dei Blues

16-02-2011 14:38 - Sport Marketing e dintorni
Nell´amichevole contro il Brasile della settimana scorsa la nazionale transalpina ha sfoggiato la nuova divisa: complice il nuovo sponsor tecnico (e un contratto super milionario) la nuova maglia è tutta blu, elegante e retrò. Ma molti in patria non hanno gradito
di GABRIELE BONINCONTRO

E´ STATO un ´derby´ particolare, quello che si è giocato il 9 febbraio a Parigi, nella giornata dedicata, nell´ormai sempre più fitto calendario calcistico internazionale, alle amichevoli delle nazionali. C´era Germania-Italia a Dortmund, ma un altro match attesissimo era quello dello Stade de France di St. Denis, una rivincita platonica, a quasi 13 anni di distanza, della finale del Mondiale del ´98, quella che consacrò i Bleus campioni del mondo con un netto 3-0 ai danni dei favoriti brasiliani. La Francia ha vinto di nuovo, ma la partita è da ricordare più che altro perché è stata l´occasione per le due squadre di sfoggiare le nuovissime divise, prodotte entrambe - ecco perché derby - dalla Nike: più tradizionale quella dei verdeoro (classica maglia giallo oro con fascia trasversale verde), diversa e innovativa quella dei transalpini. Innovativa solo perché appena prodotta, in realtà un dal gusto un po´ retrò e nostalgica, evocativa di un calcio che non c´è più, simile anche alle maglie delle squadre di rugby, sport ´romantico´ per eccellenza che Oltralpe riempie gli stadi quanto se non più del dio football.

La Francia ha deciso di cambiare radicalmente, complice il nuovo sponsor tecnico, che dopo 40 anni ha sostituito l´Adidas come fornitore della Nazionale: un contratto ricchissimo, firmato nel 2008 ed entrato in vigore all´inizio di quest´anno, che porterà nelle casse della federazione transalpina 320 milioni di euro per sette anni
(circa 43 milioni a stagione), rendendo così la nuova maglia la più cara della storia del calcio. Però non c´è che dire: merchandising e soldi (a fiumi) a parte, bisogna riconoscere che la divisa sfoggiata dai Blues mercoledì 9 febbraio è bellissima. Ed elegante.

"Eleganza" e "tecnologia" sono state infatti proprio le parole usate a gennaio, in occasione della presentazione ufficiale. Quell´eleganza tipicamente francese, molto chic e un po´ snob: dal modello con il collo a polo al colore blu intenso, e quella tecnologia modernissima all´avanguardia del tessuto, elastico e resistente ai tentativi di "abbracci" e "strappi" un po´ troppo rudi da parte degli avversari. Ma soprattutto una maglia che a molti ha ricordato un calcio ormai dimenticato: quello delle vecchie maglie in cotone, strette strette, o quelle, sempre apprezzate, del rugby.

Un po´ a sorpresa però - nemo profeta in patria - la nuova ´maillot´ transalpina è stata più apprezzata all´estero che in Francia. Tante le critiche che si sono levate su blog e forum dei tifosi, che si sono divisi: sotto accusa la sparizione del rosso dalla maglia - uno dei tre colori del tricolore francese, ´relegato´ ai calzettoni - confinato, nella parte superiore della divisa, nel risvolto delle maniche che ogni giocatore può mostrare o nascondere a suo piacimento. I canoni del blu-bianco-rosso sono così sono rispettati lo stesso, eppure su molti giornali le critiche sono state sferzanti: "Con quell´accordo record è incredibile che non si sia trovato uno stilista" è stato uno dei commenti più acidi. E anche Blanc, il ct che ha sostituito Domenech, si è messo di diritto nella categoria dei perplessi: "Senza rosso la maglia blu sembra un po´ quella dell´Italia. Io sono affezionato al blu, bianco e rosso. Ma il tricolore comunque è salvo con i pantaloncini e i calzettoni...". Ma forse dietro c´è anche un po´ di nostalgia. Il vecchio sponsor, l´Adidas, per qualche anno è stato anche francese: che "l´invasione" americana della Nike abbia fatto storcere il naso a molti dalle parti di Parigi?


Fonte: Repubblica.it

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