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Memorie di un podista (2005): 23a puntata

24-06-2010 - Amarcord
Queste pagine non saranno dedicate a recuperi memoriali, ma ad argomentazioni che, mi perdonino i miei quattro lettori, potranno avere carattere personale e necessariamente apologetico. Come infatti, sempre accade a chi si mette in gioco, comunicando attraverso la scrittura il proprio pensiero, la propria visione del mondo, la propria etica, sia che si tratti di autore già affermato , oppure dell´ultimo fra i collaboratori del giornalino circoscrizionale, inevitabilmente presta il fianco a dei giudizi.
E le critiche estemporanee sono in genere più copiose e aspre, di quanto, a ragion veduta, siano rari e deboli i consensi, se mai ne seguiranno.
Io stesso, quando conobbi l´esistenza del sito (lagalla.it, ndr)e lo aprii per la prima volta, giudicai di primo acchito, sovrabbondanti e prolissi i commenti che l´amico De Cristofano, peraltro sagace censore della nostra decadente superfluità, ci dispensava dai borghi trepprovinciali. E non seppi trattenermi dal rivolgergli un monito a non farsi inconsapevolmente instrumentum regni, essendo invece dichiarata la sua intenzione di fustigarlo con la satira e il sarcasmo.
Perché, secondo me, quando si amplifica ulteriormente la stupefacente idiozia della maggior parte dei format televisivi, che si fanno sempre più soffocanti e invasivi in quanto mettono in movimento un capzioso circolo di autoreferenzialità, si pecca di connivenza con il sistema e correità nel processo di plagio demopsicologico a cui il cosiddetto popolo bue viene sottoposto.
Continuare per sei giorni della settimana a scommettere su chi, al compimento del settimo, sarà estromesso dal cast away degli imbecilli , anche solo per prenderne ironicamente le distanze, non produce altro che incuriosire nuovi potenziali spettatori , spingere verso l´alto l´infernale, occhiutissimo auditel e, di conseguenza, fare il gioco dei cosiddetti poteri forti, che mirano precipuamente a: tenere accesa l´attenzione su reality , fiction, rockpolitik e quant´altro, per offuscare e confondere la realtà; far crescere di percentuale a due cifre i profitti delle proprie imprese, a fronte del miserevole declino dell´economia nazionale che arranca intorno allo zero per crescita, agli ultimi posti in Europa.
Fin qui la pars destruens del mio esordio sulla home page di quel gioiello informatico qual è il sito de La Galla, da parecchio tempo ormai dotato di tutti i requisiti per diventare il faro di Alessandria del microcosmo podistico.
Subito dopo però, realizzai che, per acquisire un minimo di credibilità, non potevo esimermi dal mettere in atto quell´insegnamento che Dante ci impartisce in un verso del canto V del Paradiso: "..ché non fa scienza, sanza lo ritenere, avere inteso". Per bocca di Beatrice, il sommo fiorentino ribadisce cioè il concetto che la cultura è prima comprensione, quindi memoria e, in ultima analisi, patrimonio da veicolare attraverso i canali meglio adeguati alle nostre conoscenze, competenze e capacità. Che, per la mia forma mentis, non potevano essere che quelli della parola scritta.
Il chiacchiericcio fine a se stesso è la genesi della scienza dei somari. Oggi, dovunque ci si trovi, si è circondati da pletore di dottori in ogni dottrina, senza distinzione di età o di sesso. Non esiste branca dello scibile umano che non venga discettato alla maniera dei talk show, cioè con prosopopea e ridicola seriosità . Il linguaggio poi è quello massificato , generico e indisponente, in acrobazia su di un pauroso baratro ideologico che crea le vertigini nella coscienza dei più avveduti.
Scelto dunque il non facile genere memorialistico , si trattava di trovare le parole, le espressioni adatte a procurare spessore narrativo alle vicissitudini del podismo aborigeno, cioè a dire lo stile che, in realtà, è parte integrante, anzi l´anima stessa del "contenuto". Chissà perché, da parte di molti, si pensa spesso a questi due aspetti della narrativa come se non fossero un tutt´uno.
Ora, consapevole che l´esercizio della lettura raramente affascina folle sterminate e che, per giunta, le imprese "pedibus calcantibus" del Massei e compagni, deboli nella storia e inconsistenti nella fabula, se raccontate nella versione oggettiva , sarebbero state l´antitesi del piacere della lettura, ho optato, a seconda delle situazioni e dei personaggi, per la versione umoristica , talvolta anche romantica o comica, o addirittura drammatica, tentando di suscitare le rispondenti reazioni di curiosità, nostalgia, ilarità , apprensione o, in definitiva, un semplice sorriso.
Accolto da una indifferenza non ostile, talvolta assecondato da sporadiche approvazioni e comunque benevolmente incoraggiato da quei pochi che ho sempre ritenuto essere i maitre à penser del Sodalizio, ad andare avanti, tutte le volte che il mio carattere schivo mi spingeva a rientrare nell´anonimato, sono trasalito quando ho letto il mio nome prefissato da un avversativo di eloquente significazione.
Ho subito pensato a " chi per lungo silenzio parea fioco" alle mie orecchie, cioè ad Alessandro De Cristofano. E´ infatti un silenzio inusuale il suo, per me che conosco bene la lunga balistica delle sue armi polemiche e la sua indubbia capacità di sostenere una querelle, semmai ritenesse, come forse gli era consentito, di interpretarmi come animoso libellista piuttosto che come vecchio amico , con la comune passione per il canto delle Muse .
Ma non era lui, l´impietoso detrattore. Si trattava invece di creatura dell´altra metà del cielo, che avevo imparato a conoscere e ammirare, diversi anni prima, durante la comune militanza sotto le insegne di "Quelli dell´una", dove eccellevano , ed erano molto blandite, la sua gentilezza di atti e la sua leggiadria atletica ed estetica.. Forse ispirata dalle mie erratiche vicende societarie, non so dire attraverso quali percorsi, era felicemente approdata al nostro team.
Quando ho dovuto prendere atto, dal testo del pamphlet susseguente a un titolo già brutalmente inequivocabile , che era netta la sua stroncatura delle mie pagine, e, affinché non sussistessero dubbi, rendeva il disgusto e lo sconforto provocati dalla loro lettura responsabili di convulsioni gastriche (mal di mare) e iliache (incoercibilmente eruttanti il virulento anatema "il Massei è palloso, anzi pallosissimo" ), ne ho dedotto che le circostanze mi imponevano una pausa di riflessione.
Sono tuttavia certo che i frequentatori del sito non avranno né modo né tempo di rimpiangere la mia rubrica settimanale , in quanto la valorosa Angela, da vera first lady, sta già conquistando le luci della ribalta, e non soltanto con la penna (come purtroppo io tentavo quasi esclusivamente di fare , grave di anni e di acciacchi), ma anche, e soprattutto, con le prestazioni atletiche, ora che è ridiscesa nell´arena fieramente determinata a perseguire obiettivi che la sua giovane età , il suo amore per il podismo e la sua voglia di primeggiare autorizzano a pensare davvero importanti.
Roberto Massei
2005

Fonte: Roberto Massei

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