22 Maggio 2012

menu di scelta rapida


Contenuti

news
percorso: home > news > Roma2010: il giudizio su Daniele Meucci.

Roma2010: il giudizio su Daniele Meucci.

22-03-2010 - Corsa su strada e la Fidal.
Foto Fidal.it
Devo dirlo onestamente: pensavo peggio! Avevo paura di veder ripetuta la figura dell´esordio di Battocletti qualche anno fa a Venezia. Una candidatura bruciata in poco più di due ore. Forse non conosco bene la forza mentale di Daniele, ma nessuno poteva capire fino alla fine cosa poteva esprimere, oltre all´aspetto fisico, la mente del mio concittadino illustre dell´atletica. Non è neppure giusto che qualcuno consideri come ´negativa´ questa esperienza (sarà l´undicesima posizione o il 2h13´49" finale), ma ci si dimentica che tutti (!!) diventano maratoneti (dal più tapascione al più grande) solo dopo anni ed anni di adattamenti fisici, miglioramenti tecnici sulla specialità, abitudini alimentari, piccoli dettagli e soprattutto abitudine alla sofferenza (mentale e metabolica). Chi non ricorda tutto questo o non ha ancora capito nulla del fenomeno maratona o è in malafede. Ricordo ai lettori che Haile Gebreselassie, una volta uscito dal giro del mezzofondo mondiale, è diventato un grandissimo maratoneta solo dopo 5 anni di maratone (molto più tardi degli altri che di solito lo diventano dopo 3 anni di tentativi). Il mio approccio verso l´esordio di Daniele sulla distanza è stato sufficientemente distaccato. Non ho voluto mandargli alcun consiglio sull´esperienza. Prima di tutto per non creargli ulteriori confusione ed aspettative. Poi per non essere troppo invadente verso una risorsa che è protetta dal suo staff più di un panda. Eh già, il mezzofondista italiano è già estinto da qualche anno ed anche il maratoneta dell´era post-Baldini è in via di estinzione. E tutte le speranze si ripongono su questo laureato pisano di 25 anni, pluricampione tricolore sui 5000 e 10000 metri, che in pochi se lo filano su queste distanze ma molti lo amano ed attendono sulla strada. In più anche lo stesso Stefano Baldini che gli ha passato un testimone ´virtuale´ riconoscendolo come suo erede. Ma dice bene il suo allenatore ieri intervistato durante la diretta RAI da Elisabetta Caporale: ´Baldini era un vero maratoneta. Meucci dovrà diventarlo!´. Su Daniele le aspettative di quel movimento che rappresenta il 75% dei tesserati Fidal, laddove entrano le risorse di sponsor e si concentrano le migliori capacità manageriali in organizzazione di gare e non in risorse federali. E´ arcinoto tra gli organizzatori di maratone che su Daniele ci fosse un´asta per il suo esordio, cose irripetibili per un rischio in fin dei conti. Ma ciò rappresenta lo stato comatoso dell´atletica e della punta dell´iceberg che insieme alla marcia ha portato più medaglie negli ultimi decenni: la maratona! E se oltre 20 anni fa c´erano decine e decine di atleti italiani in grado di scendere sotto i 28´ sui 10.000, oggi siamo qui a tifare tutti per un ragazzo, che resta semplice (per sua intelligenza), che sa soffrire in silenzio e non giustificarsi per i propri dolori fisici (come farebbe un qualsiasi mortale), ma che in fondo è poco più che un normale ´vero´ atleta, un campioncino che vogliamo già tutti trasformare in ´fenomeno´. Potrà diventarlo ma il rischio vero non era l´esordio di ieri in maratona a Roma, bensì la gestione del ´dopo´, soprattutto a fronte della posizione e del tempo cronometrico rilevato, che poi non è malvagio. Come già diceva il direttore di Runner´s World Marco Marchei (che di maratone se ne intende, specie quelle di New York): ´Mi aspetterei un esordio di Daniele in 2h13 e 2h14´. Detto fatto, ma c´è anche da dire che correre la maratona romana vuol dire peggiorare l´ideale crono di quasi due minuti da Rotterdam o Milano ad esempio. Ma correre a Roma era necessario: per il movimento per il quale Roma è la più partecipata, ricca e vista in Italia; per il suo staff che così monetizza il lavoro e può reinvestire sul progetto ´Meucci´ (ancora sui 10.000 eppoi definitivamente sulla maratona); per i suoi sponsor e soprattutto per l´Esercito. Un pò meno per la federazione che avrebbe fatto a meno di vederlo esordire nella specialità top della strada, distraendolo dalla pista, unico pallino dei nostri tecnici e dirigenti federali.
Ecco perchè tutto sommato è andata bene. A priori pensavo che sarebbe stato meglio, per lui, esordire in maratona lontano dalle luci della ribalta (all´estero?), senza il carico di aspettative, in una maratona tanto veloce quanto non elitaria (di serie B, insomma). Ma c´era anche l´occasione del tappeto rosso di Roma che trattava Gebreselassie per 270.000 euro (poi rifiutati dall´etiope), che andava solcato ed era cosa che non capita tutti i giorni, come la forma e le cose belle della vita. Resto confortato dalle dichiarazioni di Daniele nel dopo gara stupendomi, ancora una volta, della maturità di questo ragazzo, ben superiore a tanti sportivi di lunga lena. Quello di ieri era solo un assaggio sulla distanza doveroso per tutti. Un bagaglio di esperienza che consente di non sottovalutare la distanza e la specialità. Del resto si è ben visto ieri che Daniele non ha ancora la tecnica pattinata dei primi (saltava), la potenza per lavorare su una spinta rullata nonostante tutto, la sofferenza degli ultimi km ed alcuni particolari che è bene rivedere (allucinanti le 9 sorsate dalla borraccia al 15° km concordate in anticipo che solo un maratoneta, anche da 5 ore, sa bene che non va fatto per evitare quello che in pisano si chiama ´caona´..). Condizioni da non ripetere e magari, da ora in poi, ascoltare chi ha esperienza sulle 42,195 km.

Fonte: Andrea M.

iDea Run
iDea Projects - via di Gello, 47/A - 56123 - Pisa (Pisa)
Tel. 348.7058830