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Se il candidato è "sportivo" è più facile trovare lavoro

14-05-2011 23:04 - Benessere, attività motoria, training, campus, idee ed altro!
Curriculum con esperienze in attività sportive hanno più probabilità di impressionare positivamente i selezionatori. E lo sport sembra essere un investimento che ripaga con effetti significativi anche sulla retribuzione.
Ma in Italia a prevalere sembra essere piuttosto l´effetto "alone".
di FEDERICO PACE

Essere in forma è uno dei mantra della società moderna. Sempre più afflitti dall´obesità, sempre più ingabbiati in attività sedentarie, agogniamo a una forma che chiede pochi gesti per essere conseguita, eppure non siamo quasi mai in grado di raggiungerla o mantenerla. Pure in vista di benefici innumerevoli. Persino quelli di aiutarci a trovare un impiego e ottenere una più elevata retribuzione.

Negli Usa chi fa sport riceve sin da subito il giusto riconoscimento. La tradizione dei college dimostra come l´attività sportiva faccia parte, più che al di qua dell´oceano, della crescita di un individuo e dia un apporto cruciale alla società e alla sua cultura. Lì, a chi svolge delle attività fisiche viene riconosciuta la stessa dignità di chi ha a cuore gli studi dell´economia o dei classici. Chi ha un buon cv sportivo, fa velocemente strada. In Europa l´approccio è diverso. Eppure ora, anche qui, chi è in possesso di un cv con esperienze sportive sembra ottenere qualcosa in più di chi predilige una vita sedentaria.

Il curriculum più convincente. Nel numero di giugno della rivista Labour Economics, il bollettino ufficiale dell´associazione europea degli economisti del lavoro, è stato pubblicato uno studio dal titolo persino troppo esplicito: "Work out or out of work", ovvero "Allenati o sei disoccupato". Gli autori hanno analizzate le reazioni dei responsabili della selezione davanti alle migliaia di curriculum che arrivano in riposta a un´offerta di impiego. E quel che hanno trovato, fa ben sperare chi si tiene in forma. Vista soprattutto la difficoltà dell´impresa. Di questi tempi, inviare un cv è come lanciare un messaggio nella bottiglia in una di quelle distese marine dove la terra non è mai in vista. Quando lo si fa, si è spinti da disperazione e speranza. E anche se nella gran parte dei casi si è convinti che non si riceverà risposta, si confida sempre che prima o poi qualcuno troverà la pazienza per prestarvi attenzione. Secondo quanto scoperto dai ricercatori, in Svezia, se si indica di praticare il golf, si ha il quattro per cento di probabilità in più della norma di venire chiamati a un colloquio di lavoro. Chi ha nel proprio curriculum attività calcistiche, anche in serie amatoriali e minori, ha un "premio" pari al tre per cento. Più in generale, chi pratica sport supera del due per cento i sedentari. Un effetto, dicono gli autori, che è paragonabile a due anni di esperienza lavorativa.

L´investimento che ripaga. Ma lo sport non ha solo una relazione positiva con gli esiti della valutazione del curriculum. C´è qualcosa di più. Anche la retribuzione sembra avere un qualche legame con il tempo che si è deciso di dedicare a migliorare la propria condizione atletica. Il ricercatore Michael Rechner dell´università di San Gallo ha studiato a fondo il mercato tedesco del lavoro. Nella sua indagine, "Long-run labour market and health effects of individual sports activities" pubblicata sul Journal of Health Economics, Rechner ha puntato l´attenzione su una serie di dati socio-economici della popolazione attiva nel periodo compreso tra il 1984 e il 2006. Dalla mole di informazioni che in qualche modo sintetizzano le vite dei tedeschi è uscita la constatazione che le attività sportive incrementano i guadagni annui di circa 1.200 euro. Svolgere un sport sarebbe un vero e proprio investimento il cui tasso di ritorno oscilla tra il 5 e il 10 per cento. Un incremento, che nel contesto del mercato tedesco, è comparabile a quello di un anno di formazione in più.

L´effetto alone. E in Italia? Al momento della selezione non è così facile isolare gli effetti e semmai lo sport, più che essere il rilevatore di caratteristiche positive di un candidato, semmai finisce per essere uno degli elementi che avvicinano lo stile di vita del candidato a quello del selezionatore. Per Giuseppe Dallone, direttore delle risorse umane di LG Electronics Italia, la compagnia asiatica di elettronica, "la cosa è molto più complessa di quanto sembri e le attività sportive difficilmente incidono di per sé. Ci sono talmente tanti elementi che determinano una scelta che è molto difficile fare risalire a singole caratteristiche le scelte che si fanno al momento di un´assunzione". Ad ogni modo però, c´è di certo un effetto "alone". Per Francesco Picconi, direttore risorse umane di Areva T&D per Sud Europa e Africa, "noi che scegliamo le persone, tendiamo ad avere maggiore simpatia nei confronti di quelli in cui intravediamo un riverbero di noi stessi. Noi selezionatori diamo diversa enfasi alle doti sportive di un candidato a seconda se siamo in gran forma o sovrappeso. Io non faccio sport, e rimango freddo se mi ritrovo davanti il cv di Gigi Buffon, che da pochi giorni siede nel consiglio di amministrazione della Zucchi. Ma ci sono molti miei colleghi, invece, tifosi di calcio e sportivi, che ne rimarrebbero sicuramente impressionati. E lo assumerebbero in un momento."



Fonte: Repubblica.it

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