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Serie A di Calcio ancora in profondo rosso!

17-05-2011 14:06 - Sport Marketing e dintorni
Studio Deloitte sui nostri club. Stipendi dei giocatori alle stelle

Mentre i nostri club tentano un non facile accordo per spartirsi i 200 milioni del bacino d´utenza, ecce che la Deloitte pubblica il primo studio a livello italiano sui risultati economico-finanziari della Serie A (2009-2010). Lo studio è un approfondimento dell´osservatorio sull´andamento delle principali Leghe europee, realizzato annualmente da Deloitte: l´"Annual Review of Football Finance". "Come da noi evidenziato anche in questi anni di crisi economico/finanziaria - ha spiegato Dario Righetti, Partner Deloitte e responsabile per il Consumer Business - i ricavi record registrati dalle principali Leghe calcistiche europee dimostrano la buona capacità del settore di resistere alle turbolenze economiche internazionali. D´altra parte molti rimangono ancora i punti aperti da affrontare da parte delle società: il miglioramento del rapporto costo tesserati/ricavi e l´avvio di strategie e azioni per poter rientrare nei nuovi restrittivi parametri dettati dal Fair Play finanziario (voluto dall´Uefa, ndr)". Ma come stanno i nostri club? Ecco la risposta: "Dalle nostre analisi emerge uno squilibrio dei costi della gestione corrente, che risultano strutturalmente superiori al valore della produzione - spiega Riccardo Raffo, Partner Deloitte - Nonostante un fatturato in crescita, l´apporto dei capitali da parte dei proprietari delle società risulta ricoprire ancora un ruolo determinante per la sostenibilità del business della Serie A". Insomma, se non ci fossero i Berlusconi, i Moratti e c., sarebbero dolori seri. E rischiano
di esserlo in futuro, quando bisognerà mettersi al passo con le norme richieste dallo staff di Michel Platini. Iniziando a tagliare sul costo del lavoro (come tenterà di fare il Milan).

Ma vediamo nel dettaglio l´interessante studio Deloitte, che pubblichiamo in anteprima.
1) I ricavi netti aggregati, pari a 1.736 milioni di euro, in crescita di 60 milioni di euro rispetto alla stagione precedente, confermano il consolidamento dei valori di fatturato raggiunti negli anni. Si evidenzia che il 52% del fatturato è conseguito mediante la cessione dei diritti TV a livello nazionale. Negli ultimi dieci anni il fatturato della Serie A, al netto delle plusvalenze, è cresciuto del 51%, passando da Euro 1.151 milioni nella stagione 2000-2001 a Euro 1.736 nell´ultima stagione.

2) Le plusvalenze nette da cessione presentano una riduzione dell´11% rispetto alla stagione precedente, principalmente per la contrazione dei valori del calciomercato.

3) La perdita della gestione ordinaria passa da 93 milioni di euro nella stagione 2008-2009 a 196 milioni di euro nella stagione 2009-2010. Il peggioramento del risultato di gestione è principalmente ascrivibile alla crescita dei costi del personale e degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei giocatori. In particolare i costi dei tesserati e gli ammortamenti dei calciatori raggiungono l´80% del valore della produzione (74% nella stagione precedente). L´incidenza degli altri costi si mantiene costante e pari al 30% del valore della produzione.

4) La perdita della gestione finanziaria incrementa da 26 milioni di euro nella stagione 2008-2009 a 34 milioni di euro nella stagione 2009-2010 a causa del peggioramento della posizione finanziaria netta.

5) Il risultato d´esercizio è pari a -251 milioni di euro nella stagione 2009/2010, quindi con un incremento della perdita di 85 milioni di euro rispetto alla stagione precedente.

6) La posizione finanziaria netta delle società di Serie A vede crescere l´indebitamento di 81 milioni di euro raggiungendo complessivamente il valore di 611 milioni di euro.

"Dai principali indici di bilancio analizzati - continua Riccardo Raffo - emerge un basso grado di copertura degli asset con mezzi propri e in calo rispetto alla scorsa stagione (23% della stagione 2009-2010 rispetto al 40% nella stagione 2008-2009). Diminuisce, infatti, la capacità da parte delle società di far fronte all´acquisto di calciatori con il proprio patrimonio. Inoltre, i ricavi della gestione sportiva riescono a sostenere quasi esclusivamente i costi degli stipendi e gli ammortamenti dei giocatori; da questo punto di vista nell´ultima stagione abbiamo osservato un maggiore incremento del costo dei tesserati e degli ammortamenti rispetto alla crescita del fatturato".


Fonte: Repubblica.it
 
 

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