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Spezzarsi un femore a gennaio e correre la maratona di New York a novembre ..

10-11-2010 13:10 - Maggio´s World (appunti ´zoppi´ di viaggio ed emozioni extra)!
Maggini dopo l´arrivo in Central Park
La medicina tradizionale e i manuali di ortopedia dovranno pur recitare che ci si può spezzare il femore (6 gennaio 2010, con frattura scomposta del femore e distacco piccolo trocantere dal collo del femore), operarsi con chiodi gamma in titanio dentro (!) il femore (ospedale di Aosta, 8 gennaio 2010) da tenere per due anni e correre la maratona di New York (7 novembre 2010) con ben 100 kg (!), con scarso allenamento ("sennò accusavo dolori inguinali, i miei "lunghi", sono stati solo due e di 12 km, poi al massimo una sedutina settimanale da 6 km e, a volte, nemmeno quella").

Quindi, nello stesso anno, nell´arco di 10 mesi, ci si può spaccare l´osso più lungo del corpo umano e tornare a fare la più famosa 42,195 km con sollecitazioni incredibili...
Se si pensa che ogni impatto sull´asfalto implica uno scarico tre volte superiore al proprio peso si comprenderà che questo gesto ha portato a passi da 300 kg ripetuti per 42195 metri!

Ma soprattutto smentire (un medico di Aosta) chi, oltre a dubitare sul ritorno alla corsa, "aveva sentenziato che mai più avrei potuto correre una maratona, figuriamoci se in tempi brevi! E sotto le 6 ore, 5h46´! Quindi correndola, fermandomi solo ai cartelli di ogni miglio per fotografarli e documentare l´impresa, oltreché per abbassare i battiti cardiaci e ripristinare il consumo energetico attingendo dal serbatoio dei grassi per non intossicarmi da acido lattico... Il giorno dopo camminavo tranquillamente lungo la Fifth Avenue per fare shopping senza problematiche all´arto e neppure muscolarmente."

Questo è quanto accaduto domenica 7 novembre ad Andrea Maggini, 187 cm di altezza, General Manager di PisaMarathon, Responsabile area Sportiva (atleti ed eventi) di Brooks Italia e maratoneta toscano con più partecipazioni newyorchesi (ben sette, mentre la performance assoluta italiana resta a Rossetti, il marito di Laura Fogli, 26 volte ´Finisher´ di New York). "Anche quest´anno ero in camera con Giacomo Leone e ci siamo divertiti tantissimo prima e dopo la gara, ma domenica pomeriggio Giacomo era preoccupato perchè non stavo arrivando e stava per chiamare ´Chi l´ha visto!´"

Ma c´è da segnalare anche la storia di un signore emiliano, che correva con ben 6 by-pass, monitorato direttamente on line da una équipe di medici in Italia, che inviavano continuamente sms per indicare lo stato del cuore e l´opportunità o meno di continuare. Entrambi erano con l´agenzia di Roberto Fedeli (Effetto Italia di Roma) che dopo venti anni ha voluto anch´esso partecipare correndo la 42,195 km più famosa del mondo.

"Un ringraziamento particolare a chi mi ha operato presso l´ospedale di Aosta con il controllo del primario Amedeo Manuel Mancini ed al Centro di Riabilitazione delle Terme di Casciana. Soprattutto un grazie a tutti coloro che, soprattutto i primi giorni dopo l´incidente, mi hanno sostenuto con telefonate ed sms che mi hanno dato un´energia fondamentale per il mio recupero successivo. Infine grazie a tutti coloro che mi hanno sopportato, non sono una persona light o marginale ma sempre sopra le righe ..."

Qui sotto le foto scattate da Maggini durante la 41a ING New York city Marathon del 7 novembre 2010 e la Vignetta di Antonella Caterini.

Fonte: iDea Run
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